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A porte chiuse

Carissimi, in questa ultima settimana noi sacerdoti ci sentiamo come quei genitori che hanno i figli lontani: figli amati, figli desiderati, figli abbracciati sempre nel cuore, eppure lontani per tutta una serie di circostanze… noi sacerdoti sentiamo la “lontananza” di quei nostri “figli” che siete voi, carissimi: i bambini e i ragazzi, le famiglie e gli anziani… insomma, tutti voi, ai quali il coronavirus concede, al massimo, di passare rapidamente in chiesa per un momento di preghiera, che è anche momento di affidamento al Signore… Ebbene, noi sacerdoti ricordiamo con nostalgia, vorremmo avervi vicini per essere insieme, noi e voi, davanti al Signore e facciamo come fanno i genitori di figli lontani: preghiamo per voi. Anche le nostre messe, che continuiamo a celebrare “a porte chiuse” per necessità di sicurezza sono momenti di un rapporto profondo, forte, vero con ciascuno e con tutti voi. Celebriamo all’interno di una chiesa inesorabilmente vuota, ma piena dei vostri volti, dei vostri sguardi, delle vostre persone; non vi vediamo, ma sappiamo che ci siete e vi affidiamo tutti al Signore, a Colui che ci tiene uniti e ci dona la forza del suo amore, un amore che sorpassa ogni cosa, anche la paura del contagio, anche la solitudine. Preghiamo per voi, perché non venga a mancare la vostra fede e perché, nonostante tutto, sappiate di essere abbracciati dall’amore del Signore.

Un segno importante, in questo contesto, è dato dalla presenza del nostro Patriarca Francesco, che ha scelto di venire in Duomo a celebrare la Santa Messa (Domenica, alle 11:00) per invocare sulla nostra città e diocesi la protezione di san Michele Arcangelo, patrono di Mestre: colui che combatte contro il male doni anche a noi la forza e il coraggio di non aver paura e di vivere bene, da discepoli di quel Signore Gesù che continuamente ripete: Non abbiate paura!

Un abbraccio a tutti, promettendo di tenerci vicini nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio e nel desiderio dell’Eucaristia.

Don Gianni