Carissimi,
si avvicina ormai l’annuale festa della Madonna della Salute, che noi, come molti altri, festeggeremo nel Santuario Diocesano che costituisce uno dei luoghi più significativi della vita di fede per gli abitanti di Mestre e dei paesi vicini.

Sarà la seconda volta che onoreremo la Madre del Signore nella chiesa, che, come sapete, è stata oggetto di un lungo e complesso restauro, iniziato il 23 luglio del 2018 e conclusosi quattro mesi dopo, come si era programmato; con la sua riapertura domenica 18 novembre dello stesso anno, giorno in cui ho avuto la gioia di celebrare per la prima volta l’Eucaristia, dopo i mesi di chiusura, è stato possibile riprendere la “vita normale” del Santuario, vivendo intensamente il 21 novembre e successivamente la giornata del 9 dicembre, con la solenne inaugurazione da parte del Patriarca Francesco Moraglia.

È vero che si è dovuto aspettare ancora un po’ di tempo per vedere la facciata della chiesa interamente libera (ricordate senz’altro che fu necessario ricostruire interamente le guglie sulla facciata, che, a un accurato controllo, erano state trovate in una condizione preoccupante e pericolosa), ma il 25 marzo di quest’anno, tolte finalmente le ultime impalcature, il Santuario si presentato in tutta la sua bellezza, anche esterna. Quando, nel 2018, in quanto rettore del Santuario, in accordo con l’Antica Scuola dei Battuti (proprietaria della chiesa) e con la Curia patriarcale, presi la decisione di dare avvio al restauro dell’edificio e delle opere in esso presenti, affidai Il progetto all’Architetto Stefano Battaglia. Perché questa decisione sulla necessità di intraprendere tale restauro? Perché mi pareva necessario ridare alla chiesa tutta la sua bellezza (in modo particolare mi pareva urgente ridare al ciclo mariano del maestro Ernani Costantini tutta la sua originaria dignità, per renderlo leggibile in modo tale che potesse costituire un itinerario catechetico sulla figura di Maria e quindi sulla storia della salvezza) e nello stesso porla in stato di totale sicurezza per i fedeli; il restauro, infatti, ha riguardato, in sintesi, la facciata esterna con le guglie, i paramenti murari interni, gli apparati decorativi con il ciclo pittorico di Ernani Costantini, le vetrate artistiche, alcuni adeguamenti liturgici e l’integrale sostituzione dell’impianto di illuminazione.

Ora, l’insieme delle opere presenti accoglie chiunque entri nel Santuario e propone il coinvolgente messaggio mariano favorendo la partecipazione e la devozione, ma, contemporaneamente, offre una chiara testimonianza di un un significativo contributo all’arte e alla cultura contemporanea di Mestre. Oggi, a distanza di un anno, vogliamo riportare l’attenzione sul Santuario; chi si è maggiormente impegnato nel progetto ha voluto dare alla Città la testimonianza del lavoro svolto attraverso un volume, che è stato pensato proprio con l’intenzione che non andasse perduto il patrimonio di fede, storia, arte e cultura (così significativo per Mestre), che proprio il restauro ha messo nuovamente in evidenza. Questo volume, che porta il bel titolo di La Madonna della Salute di Mestre. Da Oratorio dei Battuti a Santuario Diocesano, sarà presentato venerdì 15 novembre alle ore 18:00 presso il Laurentianum (come sapete edificio del secolo XIV, sede della antica Confraternita dei Battuti, all’origine della vita e delle attività caritative e assistenziali dell’attuale Antica Scuola dei Battuti) e successivamente, il 22 novembre, proprio in Santuario, alle ore 20:45, sarà consegnato a quanti si sono impegnati, a vario modo, per la vita dell’Antica Scuola e del Santuario. Auspico che il volume e gli eventi che lo richiamano aiutino tutti i fedeli (e non solo) di Mestre a riscoprire (o scoprire) il tesoro di fede, arte, storia e cultura che hanno al centro vivo della loro città.

Don Gianni