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Restauro del Duomo

Si comincia finalmente. Scontate un po’ di settimane di ritardo (causa pandemia) e ottenute tutte le doverose autorizzazioni, il restauro del Duomo di S. Lorenzo di Mestre prende il via ufficialmente il primo giorno di luglio per concludersi secondo le previsioni, sempre a Dio piacendo e confidando che non vi siano intoppi di qualsiasi genere, il 18 dicembre 2020 a pochi giorni dal Natale. L’operazione si presenta notevole e cospicua sotto tanti punti di vista: sia per i “contenuti” e la tipologia del restauro che per l’impegno economico-finanziario conseguente nonché per il particolare valore e significato che il Duomo ha per la città in quanto è la principale e originaria “casa” dei mestrini sotto il profilo spirituale e religioso.

Il motivo più urgente - che ha ultimamente accelerato la necessità di intervenire sull’edificio - è quello di riuscire a fermare o quantomeno a ridurre il cedimento delle fondazioni che si manifesta soprattutto sul versante sud del Duomo (quello che si proietta sul Laurentianum e via Poerio) ed è provocato dalle acque pluviali scaturite dagli eventi meteorologici stagionali con una progressiva erosione (e quindi perdita) dei materiali fondali che stanno sotto il Duomo e che conducono le fondazioni stesse a “sedersi” ed abbassarsi con la creazione di preoccupanti fessurazioni che - non a caso e come hanno evidenziato i georadar - si ampliano proprio a seguito dei periodici episodi piovosi. Tali cedimenti, in realtà, partono da lontano e addirittura sembrano accompagnare la chiesa di S. Lorenzo sin dalla sua riedificazione completata nel 1805. Come racconta l’architetto Stefano Battaglia (progettista, direttore dei lavori e della sicurezza dell’intero restauro per conto della parrocchia di S. Lorenzo), attingendo a precise fonti recuperate da Sergio Barizza nell’archivio storico del Duomo, «già nel 1820 le cronache riportano la demolizione di due campaniletti costruiti alla fine dei lavori della nuova chiesa per mascherare, senza peraltro riuscirci, le fessurazioni che erano insorte subito dopo la conclusione della costruzione della fabbrica».

Nell’occasione si interverrà radicalmente anche in tante altre parti del Duomo bisognose, col tempo, di cure e attenzioni. Il piano di lavoro - che sarà interamente realizzato dalla ditta Edilrestaurii srl nel rispetto anche delle stringenti norme legate al Covid19 - prevede sei fasi esecutive e progressive. Si partirà con l’avvio del cantiere e l’opera di consolidamento strutturale (che avverrà, in particolare, attraverso iniezioni con miscele di cemento microfine nella zona adiacente all’ingresso della Galleria S. Lorenzo e del Laurentianum); si procederà quindi con la ripassatura delle coperture, la sanificazione del sottotetto (dove imperversa tra l’altro il guano depositato negli anni dagli immancabili piccioni), il restauro delle pareti in varie parti, del tamburo, della cupola e dei cornicioni nonché la verifica dell’ancoraggio delle statue (in questa fase, prevista da agosto, cominceranno ad essere montati i ponteggi esterni che si sposteranno poi in base alle esigenze e agli sviluppi dei lavori); la terza fase, da settembre, riguarderà il restauro conservativo della facciata principale e del prospetto nord del Duomo, la quarta (da ottobre) si concentrerà perlopiù sul restauro e sul consolidamento dei paramenti murari interni e della pavimentazione, la quinta prevede poi il restauro di pareti e soffitto della sagrestia ed infine, quasi al termine di tutto (e, secondo calendario, dovremmo essere già tra novembre e dicembre), si provvederà al restauro o rifacimento delle scale esterne che consentono l’ingresso in Duomo dai vari lati. Durante il restauro la funzionalità del Duomo e la possibilità di utilizzo di alcuni spazi parrocchiali attorno all’edificio subiranno, certo, qualche limitazione ma tutta l’operazione non dovrebbe comunque comportare troppi stravolgimenti o restringimenti.

L’intervento complessivo, da preventivo, vale e “costa” alla parrocchia di S. Lorenzo la bellezza di 859.270,28 euro. Da dove salteranno fuori? Una buona notizia è arrivata nelle settimane scorse da Roma: la Cei ha infatti destinato per questo restauro l’importante contributo di 506.135,59 euro (tratti dai fondi dell’otto per mille) che andrà così a coprire una fetta significativa dell’opera; c’è poi un doppio contributo, stanziato dal Comune di Venezia nel 2019 e nel 2020 in base ai fondi della legge regionale n. 44/87, pari a 72.000 euro. I restanti 281.134,49 euro sono totalmente a carico della parrocchia di San Lorenzo che ora si affida, perciò, alla generosa e fattiva sensibilità dei fedeli ma anche delle tante e diverse realtà cittadine (gruppi ecclesiali e non, associazioni, club, istituzioni, enti, imprese ecc.) che hanno a cuore il loro Duomo. Intanto, come ha anticipato il parroco mons. Gianni Bernardi, anche come forma di garanzia di liquidità verso la ditta esecutrice, sarà presto acceso un prestito ventennale e forse anche un mutuo bancario per una somma abbastanza vicina all’intera quota di spesa che la parrocchia dovrà sostenere. Chi desidera sin d’ora offrire un contributo per coprire i costi dei lavori di restauro può rivolgersi ai sacerdoti, in sacrestia del Duomo o fare un bonifico bancario (IBAN IT30A0306909606100000103882 presso Intesa Sanpaolo a favore della Parrocchia San Lorenzo Martire, Corte Marin Sanudo 2, 30174 Mestre).

 

Alessandro Polet

(articolo ripreso da Gente Veneta, settimanale della diocesi di Venezia)